I GIOVANI E IL FUTURO DELL’IMPRESA FAMILIARE
di Vittoria Graziani – dal numero di marzo di Firms Industria Ravenna
“Il tema del passaggio generazionale è una questione in cui al centro c’è l’azienda, e colui che deve preparare il passaggio da se ad un altro, non viceversa. Quindi non dovrebbe essere considerata una strategia fondamentale e preparata per tempo, tenendo in considerazione anche più scenari possibili. Questo generalmente non accade ed è un problema. ” Questo il pensiero di Giovanni Poggiali, presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Ravenna.
L’Unione europea stima che nei prossimi anni circa 5 milioni di aziende affronteranno il ricambio generazionale, tra queste anche il 40% delle imprese italiane, che sono prevalentemente a carattere familiare. L’80% degli imprenditori considera il passaggio un fenomeno gestibile con grandi difficoltà o, addirittura, impossibile da gestire. Ma veniamo al dato veramente preoccupante, il 24% delle aziende sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione mentre solo il 14% arriva alla terza.
Da qui comincia la chiaccherata con Stefano Zambon, professore ordinario di Economia aziendale all’Università di Ferrara, presso la quale tiene anche il corso di Strategia e politica aziendale.
“L’elemento fondamentale è la pianificazione e la preparazione della successione, che non può essere effettuata all’ultimo momento. E’ legittima l’aspettativa dell’imprenditore che i figli possano prendere il timone della propria azienda, ma è meno legittimo che questi ultimi debbano farlo ad ogni costo. Secondo me i grandi imprenditori devono realizzare il fatto che l’importante è che la propria azienda sopravviva comunque; questo non vuol dire che i propri figli non ci lavorino, ma occorre comprendere con onestà intellettuale se questi hanno bisogno, di un affiancamento di carattere più manageriale. Scarica l’articolo
